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VADE RETRO PROF

Quando ero studente, dico la verità, ero abbastanza mediocre. Mi difendevo un po' forse solo in "italiano" scritto: ricordo che all'esame di stato vergai, oltre il mio, almeno due o tre temi ad altrettanti miei compagni incapaci; altro che limitarmi a far copiare! Per cui con una certa ciclicità i miei genitori venivano chiamati a scuola ora dal prof Tizio ora dal prof Caio per le lamentele di turno. Fin qui tutto normale; anche oggi, che da studente sono passato dall'altra parte e insegno, abbiamo studenti mediocri e ogni tanto chiamiamo i loro genitori per le lamentele di turno. Tuttavia una cosa fondamentale è cambiata rispetto a 35 anni fa; all'epoca, sia io sia tutti i miei compagni, da questa situazione ottenevamo sempre e solo un risultato: la profonda, netta e inappellabile condanna dei nostri genitori, spesso accompagnata da minuziose sanzioni, non escluse quelle corporali. Oggi, invece, non dico sempre, ma con una buona (quindi allarmante) frequenza, i genitori fanno - per usare la metafora che giorni fa ha utilizzato la ministra Gelmini - i sindacalisti dei propri figlioli. Essi vengono a scuola quasi sempre a difenderli, a minimizzarne le colpe, a ingentilirne i più truci comportamenti. Ma soprattutto, i genitori vengono a scuola ad attaccare i prof che "si permettono" di... Questo è l'aspetto assolutamente più deleterio, e lo considero un cambiamento - peggiorativo - epocale perché temo sia già molto generalizzato e diffuso.

Beninteso, non voglio dire che i prof sono inattaccabili e perfetti. E' giusto ed è da incoraggiare una visione critica della Scuola, io stesso difendo pubblicamente questo diritto. Ma quando i genitori valicano i limiti della questione personale e si sintonizzano sull'onda anomala del "prof incapace e mio figlio vittima", a quel punto il problema si fa serio. E' profondamente diseducativo che uno studente veda nel genitore un difensore d'ufficio schierato sempre e solo con lui. Gli studenti - e questo è pure comprensibile - hanno una visione delle cose scolastiche non dico errata ma personale, individuale, spesso di parte. Un'interrogazione va male non perché non ho studiato, ma perché il prof è stato sadico; un esame è andato male non perché i commissari hanno notato gravi insufficienze, ma perché un mio amico di classe mi ha detto che invece sono andato bene; ho avuto una punizione non perché me la meritavo, ma perché il prof mi perseguita e/o mi discrimina... Gli esempi di questo tipo sono troppo noti perché io mi ci dilunghi. Il senso più tragico è che oggi lo scontro si è ancora più alzato: il genitore non solo fa il sindacalista del figlio, ma si mette sul piano personale del prof, lo attacca nel metodo e nel merito, ne critica i comportamenti come se il prof fosse un truce antagonista del figlio e non un professionista della valutazione didattica. Tutto questo nuoce assai alla Scuola, anche perché, alla fine, quello stesso genitore è invece assente nei momenti più delicati e cruciali della vita scolastica, e non si ritrova affianco al prof quando si tratta di risolvere i problemi non del figlio ma di tutti gli studenti.

Dove sta la causa di tutto ciò? Forse in una serie di generalizzazioni (la Scuola è inefficiente e piena di bulli, i prof sono impreparati, il diploma non vale niente)che hanno sfiduciato la gente ma che hanno pure una grandissima parte di pregiudizio e di gratuità. Forse nella irrazionalità delle persone, a cui basta un prof incapace per dedurre che tutti i prof sono incapaci. O forse nell'acutizzarsi dell'aggressività che purtroppo anche in scuola vede non più uno civilmente avversario di un altro ma uno violentemente "contro" un altro.

Certo è che questa è la strada sbagliata in assoluto. La Scuola va ripensata e migliorata, ma ciascuno degli attori faccia umilmente il proprio mestiere senza invadere quello degli altri. I prof non sono "contro" gli studenti, i genitori non siano "contro" i prof, gli studenti non invochino pretestuosamente mamma e papà per farsi "difendere" dai nemici prof. Ciascuno faccia quanto meglio può il proprio lavoro. Forse solo così si raggiungerà un minimo di obiettivo, che è quello di una società futura meno aggressiva e più civile.

Calogero

Questo editoriale è stato inserito pure sul forum di Bru64, che ringrazio