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v-day after

Cosa dicono gli altri

Daniele Luttazzi (vedi)

 

Pippo Baudo, intervistato sul Corsera

(Baudo lo scoprì)
«Artisticamente, sì. Lo lancio, gli dò fiducia. Anche se lui già era un animale da palcoscenico. Con una capacità rara».
«Sapeva, alla perfezione, ciò che il pubblico voleva sentirsi dire».

«Piaceva da impazzire. Tra l'altro, aveva un autore che... indovini chi era?».
«Antonio Ricci, l'inventore di Striscia».

«A Beppe, all'epoca, non importava nulla della politica. Le sue battute erano tutte piegate sugli italiani, sui loro vizi, sulle fissazioni, su certe stupide passioni ».

(dopo le battute su Craxi fu sbattuto fuori dalla Rai)
«Ecco, sì: fu sbattuto fuori, ma io credo che fu proprio allora, diciamo nelle settimane successive, che Beppe cominciò ad assaporare il gusto dell'allontanamento ».
«Diventare un escluso di professione. Vede, io ci ho sempre provato a richiamarlo: gli ho offerto di tutto, da Sanremo a Domenica in».
«Niente. Rifiuta. Dice che ormai fa altre cose. Ed è vero. Ha questo suo Blog, e poi riempie teatri e piazze».

(Anni fa, in un suo spettacolo, «Apocalisse », Grillo girava in scena con un saio alla Savonarola. L'altro giorno, a Bologna, urlava: «Io sono il detonatore!». Non è che... )
«Può essere. Le folle possono dare alla testa, possono esaltarti. Tra l'altro, Beppe sa entrare in sintonia con le folle molto facilmente. Sa ciò che vogliono. E in questo, beh, oltre al talento, all'istinto, ci mette anche un bel po' di mestiere».

«Ma un Paese non si migliora con le battute di un comico, si migliora facendo politica ».
«Vede: nei Girotondi di Moretti, per capirci, già mi sembrava ci fosse molta più sostanza. Stavolta... Io voglio bene a Beppe. Non voglio che si faccia male».

 

Pier Ferdinando Casini

«La più grande delle mistificazioni. Una manifestazione di cui dovremo vergognarci perché è stato attaccato Marco Biagi che invece andrebbe santificato. Si vergognino anche quei politici che, pur di stare sull’onda del consenso popolare, hanno mandato a Grillo e alla sua manifestazione dei messaggi di adesione»

Gianfranco Fini

«L'indignazione che c'è nel paese verso partiti, istituzione e partitocrazia in altri momenti ha assurto dignità politica. Basti pensare all'uomo qualunque. Oggi il rigetto è alimentato dal rifiuto al governo percepito come restauratore. Del governo Berlusconi si può dire tutto ma era percepito come un esecutivo innovatore. Per Prodi è all'opposto, il suo governo è la restaurazione di un sistema e Grillo trova terreno fertile nell'immagine che Prodi ha dato. Bisogna avere anche l'onesta intellettuale di dire che Grillo le spara grosse».

Umberto Bossi

«Un'esagerazione. Chi si macchia di reati gravi per rappresentare la gente è giusto che non sia eletto. Ma se la gente li vota... Attenti a non esagerare, perché altrimenti viene avanti l’antipolitca».

Bobo Craxi

«È un grave pericolo prendere sul serio Grillo. Un tizio che si augura la morte di un altro essere umano è già arrivato aldilà del bene e del male: faccia il politico, allora. Si candidi e, se se la sente, contribuisca a risolvere i problemi del Paese: il resto è uno squallido qualunquismo, per fortuna non più pagato tramite il canone della Rai».

Pierluigi Bersani

«Se c'è la febbre non cominciamo a dar la colpa al termometro. Per quanto si possa dire delle espressioni e delle posizioni di Beppe Grillo, e io ne avrei di cose da dire, su queste cose occorre però riflettere seriamente».

Fabio Mussi

«Dipende dai reati. Io sono stato condannato per occupazione di binari perché ho partecipato a una manifestazione di operai che venivano licenziati, e si sarebbero persi 500 posti di lavoro; alla fine però si è fatto un buon accordo».

Rosy Bindi

«Se l'aria di protesta anche organizzata che c'è in questo momento dovessero rappresentante l'anticamera dell'antipolitica, questo metterebbe a rischio il futuro della stessa democrazia. Senza politica non c'è democrazia e noi vogliamo invece rilanciare il ruolo e la dignità della politica».

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