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E io pago... !

Quanto ci costa il vaticano spa
di Romano Nobile (ARES)

Fonte "Indimedia"

 http://italy.indymedia.org/news/2005/09/879405.php
 



Piccolo e ricco
Città del vaticano è il più piccolo stato del mondo ma anche il più rispettato. Si tratta di una monarchia assoluta elettiva. Grazie al carismadel Papa, all'organizzazione piramidale e non democratica
ed all'esercizio delle attivitàdi apostolato e di beneficenza, laSAntaSede
amministra isuoi benie le sue società in tutto il mondo. I suoi beni
immobili (beni ecclesiastici)
situati in altri stati godono in numerose nazioni, tra le quali l'italia, di
regimi privilegiati ed in alcuni casi di extraterritorialità che consentono
l'esonero da imposizione di tasse. Per questi regimi speciali, che valgono
anche in temi di commerci, di contratti e di donazioni nonchè per l'opacità
della sua finanza,Città del Vaticano, pur con le debite differenze, è stato
spesso paragonata alle " giurisdizioni off shore" (paradisi artificiali).
In Italia in particolare si intrecciano proprietà immobiliari, attività
bancarie, imprese industriali, finanziamenti diretti e indiretti a carico
delbilancio dello Stato Italiano e di Enti Pubblici. Ciò crea una posizione
di quasi monopolio del vasto mondo dell'assistenza, una presenza costante in
tutte le iniziative a favoredei della gioventù,della gestione di cliniche.
di enti ospedalieri. Con il condizionamento operato dalla chiesa sul
parlamento nella produzione legislativa, necessaria a creare una
indispensabile cornice istituzionale e strutturale e sopratutto un
confacente regime di privilegio tributario.
Attraverso i Patti Lateranensidel 1929 e successivo accordo,che
hannoregolato irapporti tra Stato Italiano e Chiesa, poi con la nascita
della Repubblica e dei governi democratiani, lentamente l'Italia divenne la
sede temporale del potere ecclesiastico, penetrato per delega nei governi,
negli enti pubblici,nelle leggi, nella costituzione materiale. E con sola
resistenza marginale. pagata a caro prezzo, di alcuni cattolici
politicamente impegnati c0me De gasperi e Moro. Per mantenere indenne il
potere temporale della Chiesa, il Sacro Soglio e le suepropaggini diocesane,
non scomunicarono mai le malversazioni e la pubblica corruttela che avveniva
sotto gli occhi di tutti fino a diventare sistema di governo e sottogoverno.

Eugenio Scalfaro da La Repubblica del 1 giugno.2005
"Non è mistero per nessuno ed anzi storicamente accertato che l'episcopato
fu cieco e sordo di fronte al sitema della pubblica corruttela del quale era
perfettamente consapevole e spesso direttamente beneficiario. Come accadde,
tanto per ricordare un macroscopico esempio, in occasione del vero e proprio
"sacco di Roma" che durò dagli anni cinquanta a tutti i settanta nel corso
dei quali, appalti, piani regolatori, aree verdi o di destinazione estensiva
furono manipolati per favorire Ordini religiosi, grandi famiglie papaline,
dignitari della Santa Sede, società immobiliari e palazzinari, dentro una
rete di compiacenza di marca vaticana che spolparono la città come si
spolpano le ossa di un pollo" .

Cosi il vaticano ha potuto conservare e moltiplicare in italia immense
ricchezze. Gli innumerevoli immobili situati in tutto il territorio italiano
e sopratutto a Roma, sono anch'essi favoriti da un regimefiscale che ha del
ridicolo.
Le chiese sono semivuote ma le casse sono piene. Un fiume inesauribile di
denaro affluisce in Vaticano dall'Italia e da tutte le nazioni e comunità
dove vi sia una maggioranzacattolica: offerte, donazioni, eredità, quote di
imposte.
Soltanto una ,piccola parte di tali ricchezze finisce in progetti umanitari.
Il resto va alla catachesi nelle parrocchie, all'edilizia di culto, al
sostegno del clero ( circa 40.000 preti in italia), ma anche alle banche
amiche, da qui la liquidità si ricicla e si moltiplica in investimenti, in
titoli, in immobili, in businnes disinvolti, in azioni di industrie etc...
Non per niente spesso il Vaticano, sempre per quanto concerne lo Stato
Italiano è rimasto implicatoin vicende strane mai completamente chiarite,
come il caso Calvi, il banchiere di Dio impiccato sotto un ponte di Londra,
la vicenda del Banco Ambrosiano e dellìassassino di Marco Ambrosoli , il
sinistro ruolo dello Ior attraverso il misterioso Marcinkus ed altri
faccendieri di alto bordo tra i quali Michele Sindona.

Killer in Paradiso
Consulente finanziario del Vaticano e della mafia italo-americana, il
finanziere siciliano Sindona negli anni 60 brucia le tappe e diviene un
protagonista del mercato finanziario americano. Sospettato negli Usa di
essere coinvolto nel traffico internazionale di stupefacenti elegato ad
ambienti mafiosi, Italia può continuare a gestire i suoi sporchi affari
grazie ai rapporti con la democrazia cristiana ed alle credenziali che gli
edrivano dal suo legame personale con Paolo VI.
Quest'ultimo lo incarica di eludere la legislazione fiscale sottraendo alla
tassazione l'ingente patrimonio azionario vaticano (che esulava dai
privilegi fissati dal Concordato). Sindona non tradisce le aspettative del
Pontefice trasferendo gli investimenti nel mercato esentasse degli
eurodollari tramite un rete di banche off-shore domiciliate nei paradisi
fiscali. Non si sa se la chiesa abbia beneficiato del condono sul rientro di
capitali dall'estero ideato da Tremonti.
Il Vaticano ebbe rapporti anche con la banda della Magliana , A questo
riguardo assai strana e curiosa appare la vicenda di Enrico De Pedis appunto
boss della famigerata banda. Dopo una vita costellata da una serie di gravi
reati-dall'associazione per delinquere al traffico di stupefacenti, dalle
rapine a mano armata agli omicidi- il due febbraio 1990 nnela romana via del
pellegrino viene ucciso da bande rivali. Il 9 luglio 1997 un'interrogazione
parlamentare del leghista Borghezio invita il Ministro degli Interni ad
accertare i motivi per i quali "il noto gangster Enrico De Pedis riposi
nella cripta della Basilica si Sant?Apollinare, un privilegio che secondo il
diritto canonico spetta soltanto al Sommo Pontefice, ai cardinali ed ai
vescovi.
Si accerta che il nulla osta per la sepolturaera stato richiesto al Vaticano
da monsignor Pier Vergari, rettore della Basilica, cioè lo stesso prelato
che ai funerali aveva impartito l'estrema benedizione al boos di testaccio
secondo il quotidiano l'Unità questo enigma imbarazzante ha una soluzione
politica-religiosa.
In particolare per quanto riguarda l'omicidio Pecorelli del 1979, la procura
di Perugia ha ipotizzato lìesistenza di contatti organici tra la banda della
Magliana, cosa nostra e ambienti politici romani che facevano capo a Giulio
Andreotti e Claudio Vitalone (poi usciti indenni dai processi a loro
carico). Comunque Pecorelli secodno testimonianze di un pentito sarebbe
stato ucciso da un commando composto da sicari della banda dellamagliana e
cosa nostra.

L'imbroglio dell'otto per mille
Il finanziamento dello Stato Italiano alla Chiesa Cattolica, deciso con la
revisione concordataria del 1984 fu sottoscritto da Craxi per acquisire
benemerenze presso il Vaticano. E con l'imbroglio dell'otto per mille nella
formulazione italiana, tale finanziamento non può che essere definito una
colossale truffa. Infatti la percentuale dei contribuenti italiani che
firmano in calce alla denuncia dei redditi l'otto per mille a favore della
Chiesa cattolica è di circa il 45% che poi in sede di liquidazione
dell'importo calcolato diventa come d'incanto il 90%.
Come può avvenire questo gioco di prestigio???
Il nuovo sistema di finanziamento è regolato da una legge di attuazione
della revisione concordataria, e cioè dalla legge 222 del 20.05.1985.
L'entità dell'otto per mille dell'IRPEF (cioè del reddito denunciato come
tassabile d'imposta) è attualmente di circa un miliardo di euro (2000
miliardi di lire) ma per un effetto dell'inflazione(e nei periodi di boom
economico anche dell'aumento del reddito imponibile) è ovvio che la
percentuale attribuibile alla Chiesa cattolica continuerà a lievitare. E
continua a lievitare anche grazie a martellanti spot pubblicitari che
invadono le televisioni alla vigilia di ogni pagamento di tasse.
Analizzandole cifre si scopre cosi che gli introiti, dal 1990 al 2003, si
sono praticamente quintuplicati. Questo versamento effettuato da tutti i
contribuenti può essere suddiviso mediante una scelta espressa fra lo Stato,
la Chiesa cattolica e le altre piccole cinque confessioni religiose che
hanno accettato di partecipare alla spartizione (i testimoni di Geova i più
pericolosi concorrenti del Vaticano, sono da dieci anni in attesa di essere
inseriti, ma inutilmente).
Il meccanismo perverso che favorisce la Chiesa Cattolica è il seguente: la
quota dell'otto per mille di quei contribuenti (circa 22 milioni su 36
milioni) che, intendendo sottrarsi a tale invito, non firmano nessuna
preferenza , loro malgrado sono quasi totalmente aggiunti alla quota
riservata alla Chiesa cattolica. Ciò in virtù di uno stratagemma ideato per
aggirare l'ostacolo dei non credenti e mantenere il più alto possibile
l'introito per la Chiesa Cattolica. Il comme 3 dell'art. 21 della legge
citata infatti prevede che in caso di scelta non espressa dei contribuenti,
la destinazione si stabilisce in proporzione alle scete espresse. Quale che
sia, cioè, la percentuale delle scelte espresse, anche la quota su cui non è
stata effettuata nessuna scelta viene distribuita alla Chiesa Cattolica o
allo Stato, in percentuale alle scelte in loro favore. A questa ulteriore
spartizione le altre confessioni dignitosamente non hanno accettato di
partecipare.
Insomma su cento cittadini 90 non si epsrimono (per disinteresse) e solo 8
firmano per la Chiesa cattolica, l'80% della quota irpef stabilita andrà
alla Chiesa cattolia. MA anche le somme accumulate per nla scelta a favore
dello Stato (circa il 10%) sono convolgiate perlo più ad operre
assistenziali, in Italia quasi interamente in mano alla Chiesa cattolica.
Questo meccanismo non rispetta in alcun modo la volontà di chi , non
scegliendo o scegliendo lo Stato, ha ritenuto di sottrarsi all'obbligo di
partecipare a questo tipo di refendum. Peraltro il sistema viola il diritto
alla privacy, il che si aggrava ulteriormente da quando la legge consente ai
lavoratori dipendenti di affidare al datore di lavoro la compilazione della
denuncia dei redditi, conpossibili rischi di rappresaglie sul posto di
lavoro.
Ma anche sul 10% che afflusice allo Stato vi sono polemiche. Come denunciato
dall?ADUC, che contro il sistema dell'8 per mille ha promosso una campagna
che va avanti da anni, nel 2001 i tre quarti dei cento milioni di sua
competenza sono stati distolti, con un semplice decreto legge, dagli scopi
prefissati e sono andati a finanziare la missione in Albania (con i risvolti
militari che ne conseguono). Sempre nel 2001 solo 500 euro sono andati a
progetti per combattere la fame nel mondo. Come spiega il presidente
dell'ADUC Vincenzo Dovuto: se si va a vedere il dettaglio delle spese dello
Stato si scopre che per esempio, nel 2002 un terzo dei cento milioni di euro
che i cittadini hanno dato allo Stato sono sevriti per ristrutturare beni di
porprietà guarda caso della Chiesa cattolica.

L'obolo esentasse

C'è da dire che oltre l'8 per mille, affluisce nelle casse vaticane fino a
mille euro (due milioni di vecchie lire) detraibile dalla denuncia dei
redditi. L'art. 46 della legge di attuazione concorsataria che prevede
questa forma di erogazione, chiamata "obolo" è un contributo personale e
facoltativo ma grava comunque sotto forma di minori introiti sulle esangui
pubbliche finanze italiane. Occorre aggiungere che mentre gli esperti
finanziari avevano previsto che da queste offerte scaturisse il più
rilevante finanziamento della Chiesa, cosi non è stato. Il loro gettito è
stato di circa 25 milioni di euro l'anno ed è attualmente in diminuzione. Il
che dimostra in maniera clamorosa che il finanziamento complessivo dello
Stato Vaticano non può essere chiamato in nessun modo "autofinanziamento"
come vorrebbe qualche cardinale (il cardinale Ruini in testa).


I liquami del Vaticano

Tra i privilegiati che possono dissetarsi senza spendere un centesimo
addossandone l'onere ai comuni cittadini è da segnalare la Città del
Vaticano che in base all'art. 6 del concordato ha diritto a ri9cevere tutta
l'acqua di cui ha bisogno (circa cinque milioni di metri cubi l'anno) senza
versare un centesimo all'Acea. Ma la faccenda comincia a complicarsi quando
la più recente normativa italiana include nella tariffa (la bolletta
dell'acqua) anche il canone per le fognature e la depurazione. prima del 70
gli scarichi finivano direttamente sul Tevere. Successivamente si e invece
cominciato e riversare gli scarichi ed i liquami in vasche e depuratori che
hanno un costo per chi li gestisce e non rientrano nelle previsioni
concoradtarie.
Per il rispetto della santa Sede, l'Acea non aveva osato sollevare la
questione, sino a che, bel 1999, quando la municipalizzata venne
privatizzata ed entrò in borsa, il credito di alcuni miliardi di lire
divenne difficile da nascondere facendoli pagare ai cittadini della
capitale. Peraltro vi erano mugugni dei piccoli azionisti i quali
reclamavano affinchè il buco di bilancio fosse risanato da qualcuno, o dalla
Santa Sede o dallo Stato Italiano. IL delicato dossier passò immediatamente
al vaglio del Ministero degli Esteri, trattandosi di rapporti tra Stati.
La più imbarazzante vertenza che abbia mai diviso ledue sponde del Tevere,
da un lato la municipalizzata Acea che chiedeva 50miliardi di vecchie lire
quali arretratidi 20 anni di scarichi abusivi, dall'altra parte i prelati
rappresentanti del Vatricano offesi per essere stati trattati come morosi
qualsiasi e soprattutto per un fatto di liquami, è finita nel migliore dei
modi. Nella finanziaria per il 2004 è comparsa una voce relativa ai 25
milioni di euro da versare all'Acea p'er i liquami arretrati e 4 milioni di
euro a partire dal 2005.
Naturalmente il costo dei liquami del Vaticano si è riversato sui cittadini
Romani.


to be continued:
- Il fisco benedetto
- La chiese sotto indagine
- Roma un censimento sacrilego
- " Silvio salvaci dall'ICI"
- Contributi statali alle scuola private
- Le cifre dell'evasione (illegale o legalizzata)
fonti:
Giuseppe Altamore, I predoni dell'acqua, ed. San paolo
MArio Guarino, I mertcanti del VAticano, Kaos edizioni
Eugenio Scalfari, La Repubblica 1.06.005
Luca Piana, Sant'ICI fa la grazia, L'espresso 12.06.005
Angelo Quattrocchi-Francesca Santagata, Il PAstore tedesco,
ed.malatempora...
by m(A)rcinkus