IL VATICANO INVADE L'ITALIA
(Le Monde)
12/2/09 - Elysa Fazzino su Il Sole 24 ore
«Raramente – osserva Le Monde - la
Chiesa e lo Stato italiano hanno dato fino a questo punto
l'impressione di marciare di conserva». «Strumentalizzata», ridotta
a «una querelle tra i "partigiani della vita", il campo cattolico, e
i «partigiani della morte», il campo laico», la controversia su
Eluana «ha permesso alla Chiesa italiana e al Vaticano di fare prova
della loro potenza». Ridet ricorda che l'arcivescovo di Torino ha
teorizzato che la legge di Dio è superiore a quella degli uomini,
«senza che nessuno al governo si scomponesse».
«Ottant'anni dopo il concordato, l'Italia resta sotto l'influenza
costante dello Stato più piccolo del mondo?». Le Monde raccoglie
pareri di cattolici e laici e conclude: «la Chiesa fa girare il
dibattito intorno alle sue posizioni e lo Stato…le concede una forza
che non ha altrove».
Marco Impagliazzo, uno dei responsabili della Comunità di Sant'Egidio,
spiega che la Chiesa si sente forte in Italia. Ha perso delle
battaglie, come quella del divorzio e dell'aborto, ma ne ha vinte
altre: «La pillola del giorno dopo – nota Le Monde - è introvabile,
i "pacs" ("patti civili di solidarietà", i «dico» francesi, ndr) non
hanno visto la luce, la legge sul testamento biologico si fa
attendere da anni, il risultato del referendum del 2005 sulla
procreazione assistita non è stato valido per mancanza di un numero
sufficiente di votanti, dopo che la Chiesa e il Vaticano hanno fatto
appello all'astensione».
Il direttore dell'Osservatore Romano, Gian Maria Vian, parla di
«specificità» dell'influenza della Chiesain Italia, per motivi di
storia e di geografia: «Il Vaticano si trova in Italia e non ci si
può far niente». Una specificità, continua Le Monde, «illustrata
anche dal fatto che lo Stato si fa carico dei salari dei preti» e
che altri chiamano «intrusione permanente». Ogni settimana il
cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato della Curia romana,
incontra ministri e dignitari dello Stato italiano. «Tentativi di
intimidazione?», chiede Ridet. «Piuttosto – spiega Vian - una
preoccupazione per l'aria del tempo, le opinioni veicolate da gruppi
di pressione, la rivendicazione di nuovi diritti».
Eppure, osserva Ridet, dopo la caduta della Democrazia cristiana si
poteva pensare che la Chiesa avrebbe perso un po' della sua
influenza. Ma «la Penisola resta il "giardino" del Vaticano, il
Paese dove ha stabilito la sua linea di difesa». Dopo «Mani Pulite»,
ricorda Le Monde, l'elettorato cattolico si è distribuito tra
centrodestra e centrosinistra. Secondo Marco Politi, vaticanista di
La Repubblica, «i partiti sopravvalutano il peso di
quest'elettorato», ma nell'attuale sistema bipolare, dove la
maggioranza si può giocare su 20mila voti, «nessuno si arrischia a
metterseli contro, anche se secondo i sondaggi, la maggioranza degli
italiani desidera l'indipendenza dal processo legislativo».
«Subappaltando alle parrocchie e alle associazioni caritative
cattoliche una buona parte della politica sociale – si legge ancora
su Le Monde - lo Stato ha fatto della Chiesa un potente protagonista
della vita pubblica». Ma è falso immaginare, secondo Ridet, che si
esprima solo a favore di una forma di reazione di destra. «Su molti
punti, immigrazione, razzismo, sicurezza, si allinea su posizioni di
sinistra». Ma secondo l'Unione degli atei e agnostici razionalisti
(Uaar) molti italiani ne hanno abbastanza dell'influenza del
cattolicesimo. Per il 2009 aveva previsto di fare circolare a Genova
«bus atei», come a Londra e a Barcellona. Dopo le reazioni e gli
attacchi, ha dovuto bloccare la campagna, (che ora dovrebbe partire
con slogan più "soft"). L'Uaar si prepara ad aprire una sede a Roma,
«al cuore del cattolicesimo». «Ma – conclude Le Monde - il Comune,
che prende in carico una parte delle spese delle associazioni della
città, non ha trovato un euro per venire in aiuto di questa qui».
In un altro articolo di le Monde, intitolato «I patti Lateranensi
hanno 80 anni», Stephanie Le Bars ricorda che, dopo la revisione del
concordato attuata con il governo socialista di Bettino Craxi, «il
cattolicesimo non è più la religione ufficiale», «la revisione
instaura il principio della separazione tra Chiesa e Stato».
«L'insegnamento religioso è sempre previsto nelle scuole pubbliche,
ma è facoltativo. In compenso, gli atti dello stato civile religioso
come il matrimonio continuano ad avere un effetto civile».