IL VATICANO ESTERNA COL RADDOPPIO
1) Il no all'uso di cellule
staminali embrionali «vale per tutti», ed è quindi rivolto anche
agli Stati Uniti. Lo ha ribadito il presidente del Pontificio
consiglio per la Salute, card. Javier Lozano Barragan.
2) «Una mostruosità». Staccare il sondino che alimenta Eluana e
lasciarla morire, «privarla dell’idratazione e dell’alimentazione
significa ammazzarla, è una cosa disumana». Questo il messaggio del
Vaticano lanciato attraverso il medesimo cardinale Javier Lozano
Barragan, alla Cassazione sul caso Englaro.
Due esternazioni in un solo giorno (10 novembre 2008): il vertice
cattolico serra i ranghi e attacca a testa bassa sincronicamente in
Italia e in America. Non penso che sia tutta farina del sacco di
Barragan, di solito queste mitragliate sono preparate senza
improvvisazioni ma, anzi, con assennatezza e "occhio lungo" circa
gli effetti che si desidera che esse abbiano. Non ci rimane che
riflettere su una circostanza evidente: qual è il fine del Vaticano
con questi continui e mirati attacchi alle azioni degli Uomini?
Davvero le sfere clericali
cattoliche attaccano il mondo laico solo perché non è come esse
vorrebbero e vorrebbero imporre? Sarebbe pura piccineria, mi rifiuto
di pensarlo. La critica è "sacrosanta", è vita del confronto civile,
è diritto inalienabile. Per cui, ben venga un Vaticano che esprima
il proprio disappunto su certe scelte politiche e sociali che, a
suo dire, infrangono regole e tabù che esso invece difende e
propaga. Ma davvero queste continue e profonde esternazioni si
limitano al giudizio ideologico (che nel caso dei cattolici è
morale)? No. Il mandato "politico" e sociale delle sfere vaticane,
oggi, non è "libera Chiesa in libero Stato" ma "Chiesa dentro la
Stato" tout-court. Il Vaticano non esercita più il diritto
concordatario della propria interpretazione morale del mondo, ma ha
voluto assumere un ruolo nettamente politico, quindi
storicizzato, che si propone invece di trasformare una religione
circoscritta e regionale, quella cattolica, in un modo universale e
assoluto di interpretare il mondo. Questo non solo è sbagliato sul
piano della storia e della verità sociale, ma è pure arrogante e
illiberale. Che lo Stato del Vaticano sia una monarchia a cui è
sconosciuta la democrazia, è un fatto acclarato e noto. Ma che
questo stesso Stato si ponga a "direttore d'orchestra" della
politica italiana e internazionale, significa solo che esso vuole
esportare fuori dai propri confini quel suo modo di utilizzare
la gente.