Quando i veggenti falliscono
Comunicato stampa del CICAP
19 marzo 2006
Quanto è utile seguire le
indicazioni dai veggenti nelle indagini sulle persone scomparse? I fatti
parlano da soli, e non sembrano molto incoraggianti.
Come ricorda Marco Morocutti, membro del CICAP, "già nel 1973 il pubblico
italiano aveva seguito con passione le vicende del sensitivo olandese Gerard
Croiset, magistralmente interpretato da Paolo Stoppa nello sceneggiato
televisivo ESP. Il veggente aiutava la polizia a risolvere casi di persone
scomparse, soprattutto bambini annegati. Tuttavia, per quanto affascinanti, i
fatti narrati nel telefilm erano in gran parte romanzati. Come è stato
evidenziato in seguito, nella realtà Croiset non forniva agli inquirenti nulla
di veramente utile alle indagini, pur facendo proprie, con grande
partecipazione, le angosce ed i timori di chi era coinvolto nelle tristi
vicende.
Oggi come allora," prosegue Morocutti, "se chi si professa veggente fornisce
una indicazione che infine coincide con la realtà dei fatti, si è facilmente
portati a dare grande enfasi all'accaduto. Tuttavia, forse abbagliati dalla
speranza di giungere a soluzioni "miracolose", si preferisce invece tacere sui
molti insuccessi dei sensitivi."
Come nel caso di Mariarosa Busi, che nel settembre del 2005 si è attribuita il
merito del ritrovamento del cadavere di Chaira Bariffi, scomparsa nel Lago di
Como tre anni prima e rinvenuta poi nel tratto fra Dervio e Bellano. Peccato che
il luogo del ritrovamento si trovi sotto una curva altamente pericolosa e ben
conosciuta da chi risiede in zona, nonché unico punto del percorso in cui si
potesse finire nel lago.
"Dopo il discutibile successo, pochi hanno invece evidenziato come la stessa
sensitiva abbia fallito il compito di ritrovare il corpo di Matteo Pina,
scomparso in un altro lago lombardo (il lago di Pusiano) e ricercato invano per
mesi seguendo le indicazioni della veggente."
In questi giorni le attenzioni sono tutte per Costantina Comotari di Seregno
(MI), che grazie ad oscure visioni ha indirizzato i Carabinieri a scandagliare
un tratto del fiume Magra, dalle parti di Pontremoli, alla ricerca del piccolo
Matteo Onofri rapito a Parma. Ricerche rivelatesi senza successo, ma neppure
senza una denuncia alla veggente per procurato allarme, come in un primo tempo
si era ipotizzato. Forse perché i Carabinieri avevano scelto di non trascurare
nessuna pista: dietro ad una segnalazione "paranormale" potrebbe in realtà
nascondersi qualcosa di ben più terreno…
Conclude Morocutti: "Cosa pensano i veggenti dopo un evidente insuccesso?
Raggiunta al telefono, la Comotari sorprende con una secca ed enigmatica
dichiarazione: "Non c'è niente di paranormale, è tutta un'atra cosa.
Arrivederci". Dal canto suo Mariarosa Busi, chiamata in causa inizialmente per
un errore dei cronisti, approfitta dei riflettori della cronaca e dichiara di
percepire che Tommaso è ancora vivo. Forse ha giocato bene la sua carta: pur
senza la certezza di fare centro, se infine i fatti le daranno ragione saprà
cavalcare abilmente le passioni del pubblico, tentando di trasformare la sua
puntata al 50% in un successo al 100%."
Come in altre occasioni, il CICAP continuerà a seguire con attenzione le
dichiarazioni dei veggenti su questa vicenda.
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sul Paranormale
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