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Caro amico ti scrivo...

 

Lettera aperta al Vescovo di Pisa

 

23 gennaio 2006 - Il socio uaar (Circolo di Pisa) Giovanni Mainetto ha preparato una lettera aperta al vescovo di Pisa. Il Circolo ha deciso di mettere un gazebo nella via principale della città il 4
e 5 febbraio per raccogliere firme di sostegno a questo testo.

 

 

Egr. Rappresentante della Diocesi Pisana,

noi, cittadini di Pisa non credenti e credenti di una qualunque confessione religiosa, rivolgiamo a Lei questo appello usando quelle stesse parole usate tempo addietro nel Concilio Ecumenico Vaticano II Gaudium Spes”:

“La Chiesa non pone la sua speranza nei privilegi offertile dall’autorità civile. Anzi, essa rinunzierà all’esercizio di certi diritti legittimamente acquisiti, ove constatasse che il loro uso può far dubitare della sincerità della sua testimonianza".

Infatti, negli ultimi tempi, con sempre crescente frequenza la Chiesa Cattolica Italiana è stata fatta oggetto di una serie impressionante di elargizioni di privilegi anche economici da parte di un ceto politico smanioso solo di ingraziarsi le simpatie delle gerarchie ecclesiastiche cattoliche all’approssimarsi delle elezioni politiche. Questi vantaggi, e ci riferiamo soprattutto a quelli direttamente economici, che Vi sono stati accordati sono purtroppo pagati da tutti noi contribuenti, indipendentemente dal loro eventuale credo religioso e anche da una qualunque loro esplicita volontà.

Ci riferiamo in particolare a quel denaro extra – in più rispetto ai già cospicui finanziamenti ordinari di cui usufruisce la Chiesa Cattolica da parte dello Stato Italiano (8x1000, salario statale degli insegnanti di religione cattolica, ecc…) – che Vi è stato elargito dalla attuale maggioranza di Governo prelevandolo indirettamente dalla tassazione locale e che va sotto il nome di “esenzione ICI per le attività delle varie confessioni religiose a prescindere dalla natura eventualmente commerciale delle stesse” (Legge 2 Dicembre 2005, n. 248). Questa legge molto recente prevede infatti che siano esentati dal pagamento dell’ICI tutti una serie di immobili di Enti, fra cui principalmente quegli ecclesiastici, a prescindere dalla natura commerciale delle attività che in tali immobili si svolgono: attività sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative, sportive, ecc… E’ evidente che per applicare questa nuova legge il Comune di Pisa, che deve già far fronte a una notevole riduzione dei trasferimenti da parte dello Stato, non potrà che coprire questo “ulteriore buco” prelevando altri danari dalle tasche di noi contribuenti pisani o, in alternativa, tagliando ancora servizi destinati a tutti noi. Inoltre, questo privilegio accordatoVi risulta essere particolarmente odioso per gli operatori economici dei settori interessati perché determina delle intollerabili sperequazioni fiscali a Vs favore che possono minare la possibilità stessa di competere in condizioni paritarie con le attività da Voi gestite, accrescendo così le già notevoli difficoltà da affrontare per stare sul mercato.

Ma anche la maggioranza politica che governa la ns. Regione Toscana si è recentemente mossa per accordarVi nuovi benefici economici. Infatti la Legge Regionale 3 Gennaio 2005 n. 1 stabilisce che il 9% degli oneri di urbanizzazione secondaria siano destinati a “Chiese ed altri edifici per servizi religiosi”. Questi oneri vengono a gravare sui costi di costruzione di ogni nuovo edificio e quindi si ribaltano sui proprietari finali a loro pressoché totale insaputa. Cioè, qualunque cittadino o società acquisti una casa nuova o altro edificio paga una tassa che vi viene indirettamente versata, a prescindere dalla volontà dell’acquirente al riguardo.

L’elenco dei Vs. favori economici potrebbe continuare a lungo con esempi di più antica data. Ma vogliamo fermarci ai fatti recenti.

Alla luce di quanto sta accadendo in questi giorni, noi ci rivolgiamo a Lei, appellandoci alla Sua coscienza di uomo giusto:

RINUNCI PUBBLICAMENTE ALMENO A QUESTE DUE ULTIME INTOLLERABILI MANCE ELETTORALI ELARGITEVI PRELEVANDOLE DALLE TASCHE DI TUTTI NOI CONTRIBUENTI PISANI!

Cacci i mercanti di voti dal Suo tempio e accetti solo le donazioni volontarie dei Suoi fedeli!

 

Tragga esempio da quanto già fanno alcune Chiese minoritarie come l’Unione delle Chiese Valdesi che rinuncia a quella quota parte di 8x1000 - che per legge Le spetterebbe - come integrazione per tutti quei contribuenti italiani che non esprimono alcuna scelta nella destinazione dell’8x1000.

Se avrà la forza di rinunciare a questi danari elettorali, siamo certi che farà il bene della comunità tutta di noi cittadini di Pisa, a partire da quelli che sinceramente professano la Sua fede.