I VICERE'
Domenica 23 novembre 2008 Rai Uno ha
trasmesso in prima serata uno sceneggiato, "I vicerè", trasposizione
televisiva di un romanzo di Federico De Roberto che narra di una
dinastia siciliana di fine Ottocento. Secondo il Moige, un comitato
di genitori cattolici (così è scritto nel loro statuto) che, pur
essendo poco rappresentativo (i genitori iscritti al Moige sono
pochissimi), ha un forte impatto sulle scelte politiche in tema di
moralismo soprattutto televisivo, ha deciso che alcune scene non
erano adatte ai bambini. In particolare una scena di nudo integrale.
Nonostante che il regista, Roberto Faenza, abbia replicato con
assoluta tranquillità di non fare film erotici (lui difatti è lo
sceneggiatore di "Sostiene Pereira", regista di numerosi film,
nonché scrittore di saggi, tutte opere assolutamente non interessate
al sesso), il fatto è stato segnalato dal Moige ai "cugini" del
Comitato ministeriale "Tv e minori", che è come l'anticamera della
censura che ufficialmente non si dice che ci sia.
Al di là di tutto, mi incuriosirebbe chiedere a Elisabetta Scala,
responsabile del Moige, o allo stesso Del Noce, direttore di Rai
Uno, qual è esattamente il danno paventato; insomma, cosa succede
esattamente al minore che assiste a una scena (rapida, superficiale
e soffusa, come in questo caso) in cui compare appena il profilo di
una donna nuda? Sarà un mio limite, ma non conosco alcuno studio
clinico che dimostri danni psicologici su bambini che assistono a
minime e lievi scene di nudo televisivo; anzi, quel che so è che
loro ridacchiano e fanno gli spiritosi davanti a una coscia
femminile o a un bacio appassionato... Piuttosto, conosco bene
l'imbarazzo e il disagio di certi genitori, ma questo è un problema
dei genitori e del loro esclusivo cattivo e fobico rapporto col
sesso. Tra i 6 milioni di telespettatori che hanno seguito la
puntata dello sceneggiato, ci saranno stati alcuni minori, è chiaro.
Ma dubito che fossero tutti da soli davanti alla tv (sugli altri
canali non c'erano cartoni o film per loro), giacché alle 21 è
ragionevole pensare che vedessero la tv assieme alla famiglia; per
cui la seconda domanda è: il Moige sta dicendo che quei genitori non
sono capaci di fare i genitori? O magari che sono "immorali" per cui
c'è la necessità che il Moige si sostituisca a loro? La terza e
conclusiva domanda che mi pongo è: può mai esistere qualche
manifestazione della vita umana che sia perfettamente neutra
rispetto alle mille e mille diverse e spesso opposte sensibilità
della gente?
Non sarebbe più facile e razionale, anziché andare a caccia di
scene, foto e azioni "invereconde" da mascherare e strappare,
lavorare alla permalosità della gente e far capire loro che il sesso
non è quel demonio che certe culture hanno imposto che debba essere?