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Mammaliturchi !!!

Vignette sull’Islam

L’intervento del Vaticano

sabato, 4 febbraio 2006

Anche il Vaticano prende posizione sulla questione delle vignette satiriche su Maometto che hanno scatenato violente reazioni da parte del mondo islamico. [...] “Il diritto alla libertà di pensiero non può offendere il sentimento religioso dei credenti”, ha affermato Navarro Valls richiamando ad “un clima di mutuo rispetto”, una condizione necessaria per la convivenza umana. “Certe forme di protesta, di critica esasperata o di derisione degli altri denotano una mancanza di sensibilità umana e possono costituire una inammissibile provocazione”. Al tempo Navarro Valls ha stigmatizzato le violente reazioni del mondo islamico all’offesa subita, manifestazioni di rabbia che nei giorni scorsi si sono moltiplicate dalla Palestina all’Indonesia: “L’intolleranza verbale o reale, da qualsiasi parte venga, come azione o come reazione, costituisce poi sempre una seria minaccia alla pace”.
Fonte: Repubblica.it
 

Vorrei sapere da Navarro Valls se, secondo lui, il sentimento religioso dei credenti può offendere la libertà di pensiero dei non credenti. Ad esempio, se il fatto di non ritenersi creati da Dio giustifichi l’equiparazione, fatta dal papa, con gli animali.

Prossimamente le pubblicherò pure io: vediamo se lanciano una fatwa anche a me ! Intanto le ha pubblicate anche DIARIO e, finché resisteranno, potete vederle qui »»

 

L’intervento del Pachistan

Sabato 4 febbraio il governo pachistano ha fatto sapere che esige «un’azione immediata del governo danese contro il giornale che ha pubblicato le caricature» (lo Jyllands Posten, che le ha pubblicate il 30 settembre scorso) e l’impegno dello stesso governo a far sì che «simili atti reprensibili» non si ripetano. «La libertà di espressione non deve essere intesa come il diritto di ferire i sentimenti di altri popoli e di denigrare i loro valori e le loro convinzioni e compete ai governi europei di garantire che simili disdicevoli atti non si ripetano», afferma la nota del governo pachistano.

 

Io invece vorrei sapere se chi richiede questi "impegni" sa cos'è la libertà d'espressione e cos'è il rispetto. Eh già, perché messa in quel modo, sembra che il rispetto si esiga e non si conceda; sembra che si rivendichi un mondo tagliato a propria immagine e si neghi / censuri perfino di criticarlo. Io penso che sia legittimo vivere come si vuole e credere in ciò che si vuole. Ma per farlo è necessario che si accetti che altri la possano pensare diversamente e comportarsi diversamente, e criticare tutto ciò che vogliono. La critica (anche in forma di satira) non ha necessità di essere "educata", e addirittura non esisterebbe se fosse "rispettosa", giacché il rispetto è un po' l'antitesi della critica.

Cosa altra è l'opportunità di gestire bene l'opposizione a un'idea; il ricorso al termine alquanto astratto di "offesa" è scivoloso, e rischia di passare per censura. Un pensiero avverso non è offensivo di per sé, ma lo diventa se il bersaglio dell'avversione è particolarmente suscettibile. Quindi il problema si sposta: è necessario, e quanto lo è, tenere da conto tutte le suscettibilità? A mio giudizio non è possibile, rischieremmo l'ingessatura.