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To: isalovers@isabellasantacroce.com

Sul suo blog http://isabella-santacroce.splinder.com/ , l'autrice di VM 18, Isabella Santacroce, ha raccolto, fra l'altro, gli insulti di gente che ha trovato il libro, a seconda dei casi, brutto, esecrabile, amorale, pericoloso, ecc. Ne copincollo qui solo alcuni dei post più significativi, garantendo l'originalità della fonte (non ho alterato né corretto niente). Il motivo è presto detto: mostrare l'enorme aggressività della gente di fronte a un'operazione che, forse per la prima volta in modo urticante e sboccato, va a toccare pregiudizi, tabù e ipocrisie socio-psicologici consolidati come l'intoccabilità e la purezza dei bambini, il bene che deve prevalere sul male sempre e comunque, il peccato/reato che deve essere punito. In realtà, come ho detto altrove, il libro non l'ho trovato neppure così ben scritto; ma i contenuti sono senz'altro forti e sfacciati, e dunque esso rischia di diventare - in Italia! - un caso letterario al di là dei meriti letterari.

Chi ricorda un po' di anni fa, quando Radio Radicale decise di mandare in onda senza filtri tutte le telefonate che le arrivavano? Fu un periodo di assoluta goduria e di estremo interesse antropologico, giacché si ascoltava quasi sempre il peggio del genere umano. In modo simile posso considerare l'operazione del blog della Santacroce: postare tutto ciò che le arriva per dar conto dell'aggressività tutta peculiare di questa parte di popolino italiano.

 

http://isabella-santacroce.splinder.com/
To: isalovers@isabellasantacroce.com


Sent: Friday, July 27, 2007 1:00 PM
Subject: querela
..ma lei non prova disgusto per se stessa? Dovrebbero cacciarla dall'Italia, non solo querelarla. Una come lei rovina il nostro paese, la
letteratura italiana, i nostri giovani. Come si può pubblicare un libro così perverso senza vergognarsi, e poi mi chiedo come mai la sua
casa editrice non si sia opposta...è una vergogna.

 

MIO COMMENTO. Cacciare dall'Italia un'esponente della cultura non è necessario: se ne vanno all'estero già da soli a folle intere. Scienziati, pensatori liberi e coloro che vogliono lavorare sereni, non possono restare in questo Paese arcaico, conservatore, moralista e razzista. Un Paese che non rispetta, e neppure tollera, un romanzo se non è rispondente ai propri cànoni buonisti, ipocriti e retorici, è un Paese sull'orlo del precipizio culturale. E' un Paese che si merita che le sue menti migliori, ossìa quelle non ortodosse e non incatenate tra le sue maglie, lo abbandonino a se stesso con urgenza e definitivamente. L'Italia merita di diventare così un deserto arido e spopolato, in cui le uniche voci àfone e disperate dei pagliacci di corte non potranno che farsi eco a vicenda, morendo a poco a poco sopraffatte da un silenzio giustiziere.      

Sent: Friday, July 27, 2007 2:39 PM
Subject: querelare.
conosco persone che si sono rovinate per imitarti, ragzzine che giocano a fare le spietate ninfette, che rischiano la vita pur di seguire alla lettera il manifesto che ti sei inventata in quel romanzo. Fanno bene a querelarti, così magari ti rendi conto del macello che hai
combinato

 

MIO COMMENTO. L'argomentazione del pericolo delle imitazioni sembra saggia ma non lo è. E' vero che la natura umana, sostanzialmente malvagia, è incline a emulare le azioni malvagie e a disinteressarsi di quelle edificanti. Ma la logica della "campana di vetro" sotto cui proteggere giovani e bambini non è né efficace né fattibile: se la si adottasse davvero, molti modelli quotidiani dovrebbero essere proibiti (dai cantanti pop estrosi ai film polizieschi, dall'agonismo sportivo alle notizie di cronaca) perché potenzialmente pericolosi per i nostri ragazzi. Fatto è, invece, che bisogna considerare gli elementi oggettivi, non quelli umorali. Il rapporto fra leggere un romanzo ed emularne le azioni che vi sono descritte è quasi zero. Tutti abbiamo letto l'Odissea, e molti hanno leggiucchiato la Bibbia; eppure, nonostante la ferocia che descrivono minuziosamente questi libri, non si ha memoria di casi in cui i ragazzi abbiano preso a frecciate gli amici della mamma, o di padri che abbiano sacrificato i propri bambini a una divinità. Un altro elemento è il rapporto causa-effetto. Se un ragazzo uccide il professore dopo aver letto quel gesto in un romanzo, come può essere del romanzo la responsabilità? Evidentemente quel ragazzo era "disturbato" (fragile, problematico, predisposto, o peggio) di suo già in precedenza. Infine, c'è il tema della libertà. Un Paese che col pretesto della "protezione" instaurasse un regime di repressione delle libertà fondamentali (com'è quella di espressione), sarebbe un Paese fuori dalla civiltà e dall'evoluzione.            

Sent: Thursday, July 26, 2007 5:47 PM
Subject: Querela
Con la presente la informo che sarà mia cura fare tutto il possibile per querelare lei e la casa editrice che ha pubblicato il suo libro di
fronte all'autorità giudiziaria per istigazione al suicidio e all' omicidio premeditato.

 

MIO COMMENTO. Il giustizialismo è un preciso sintomo del malessere del senso della giustizia. E, aggiungerei, dell'impotenza e del vuoto argomentativo. Quando non si sa o non si vuole far fronte a un problema, si ricorre all'Autorità delegando ad essa il totale ònere della soluzione. E' un noto meccanismo di psicologia infantile:il bambino "glielo dice a papà", chiede soccorso a una figura che lui ritiene sicuramente in grado di proteggerlo e gli chiede di attaccare, meglio se con ferocia, "il nemico" che lo spaventa. Nel caso specifico, un "infantile" lettore non solo giudica negativamente un libro, ma, attuando un'imprudente traslazione, trasforma la propria personale paura in un pericolo oggettivo per la comunità. Quel che lui ritiene pericoloso vuole che lo ritengano tutti pericoloso, in modo da universalizzare la tesi e non farla apparire solo il prodotto di una personale opinione. C'è una evidente voglia di esorcizzare la paura (il disappunto, il disagio) per le parole crude, per le scene esagerate, per le idee eccessive; ma niente è più sbagliato e fuorviante di una paura, e niente è più ignobile che assoggettare l'Autorità alle proprie isterie.             

Sent: Thursday, June 28, 2007 7:51 PM
il tuo libro dovrebbe essere bruciato.
Non perchè hai distrutto l'ipocrisia che sempre governa la razza umana ma perchè hai la presunzione di volerla dissolvere nel nulla con
un libro, Sei una maleducata. Una persona che non merita alcuna lode.
Trovo che non è possibile che una bambina a 14 anni sia così puttana, si puttane possono esserlo ma non in questo modo, e
soprattutto trovo che scrivendo questo libro tu abbia tagliato le ali ad una quattordicenne con la voglia di vivere veramente da 14enne e
che tu l'abbia consacrata allo squallore del cinismo dilagante nel quale tu stessa vivi.
Trovo in ultimo che il padre del ragazzo che ha letto il tuo libro, che ti ha scritto un commento su questa pagina, debba vergognarsi di
aver messo al mondo un figlio, e spero che non prenda mai esempio dal padre e dalle ripetute erezioni che un libro così disgustoso
possa avergli causato. non sono la sola a disprezzare il tuo libro, se avessi la forza farei bruciare i tuoi libri istigando mezza popolazione italiana alla rivolta.

 

MIO COMMENTO. Questo veleno così sputato è molto interessante. Dividerei l'aggressione in due parti. Nella prima, chi ha scritto queste cose tenta di "ragionare" sulla possibilità di essere puttane a 14 anni. Ma in qualche modo finisce col dar ragione alla Santacroce, giacché non nega la possibilità, anzi scende a un compromesso che è ridicolo e allarmante: le bambine possono essere puttane ma non in questo modo (e quale?)... Verrebbe da chiedergli (o chiederle) qual è il suo limite, dove preferisce far stare la "puttanaggine", e cosa intende per bambine puttane. Nella seconda parte dell'invettiva, si lascia andare allo sfogo facile del desiderare di bruciare quel libro. Attenzione: bruciare, non distruggere in altro modo, ma proprio bruciare: è fin troppo evidente la volontà di richiamare le fiamme dell'inferno o, a scelta, di imporre una fine definitiva e atroce come solo il fuoco può garantire. Tale predilezione è anche la misura dell'enormità del disagio che avverte chi l'ha espressa; come dire: mi fai molta paura, voglio che tu molto ti annienti.    

Sent: Tuesday, June 26, 2007 5:15 PM
Subject: cara isabella
Cara Isabella, mia madre ha bruciato il tuo nuovo libro. Non avevo neanche finito di leggerlo.

Sent: Wednesday, June 20, 2007 9:01 PM
Subject: sei matta
Guarda che il fuoco vero brucia. Perchè non ti fai un bel giro nel reparto "Grandi Ustionati" di un grande Ospedale, così ti schiarisci le idee su cosa ti attende.

Sent: Wednesday, June 20, 2007 12:49 AM
sei solo un pezzo di merda Vattene affanculo te e i disgraziati che ti vengono dietro.

Sent: Thursday, June 14, 2007 6:06 PM
Subject: no
Tu sei niente, e sparirai presto perchè non meriti nulla, solo insulti e odio. Non credere di essere una scrittrice, sei solo una schifosa.
 

MIO COMMENTO. Gustoso caso di "profezia" maledicente. Stavolta l'imputata non brucerà ma "sparirà". Motivo: merita soltanto insulti e odio in quanto "schifosa". Probabilmente quello "sparire" indica una fine metaforica, una fine per mancate vendite e perdita di pubblico; tuttavia è singolare che l'aggressione taccia sulla qualità dell'opera per traslare tutta la critica su chi l'ha scritta. Scrive infatti: non sei una scrittrice ma solo una schifosa; come dire "non sei un insegnante ma un cattivo fabbro"... E quindi illogica e incomprensibile appare questa operazione, la quale cerca di ottenere un effetto svilente raggiungendo solo una comicità lessicale che documenta tutta la mediocrità di chi attacca.     

Sent: Wednesday, June 13, 2007 9:01 PM
Subject: ti ucciderò io ti ucciderò troia, ricordalo perchè succederà. ti strapperò il cuore e nemmeno te ne accorgerai così ti pentirai di aver scritto quel libro di merda. muori

 

MIO COMMENTO. E qui siamo all'isteria venata di criminalità splatter. Non varrebbe la fatica di un commento se non fosse così lampante il disagio psichiatrico che manifesta. La Santacroce non so se si dolga degli improperi e delle minacce di morte, ma in questo caso sia gli uni sia l'altra sono così artificiali e drammatizzati che suscitano più compassione che timore. L'estensore di questo pregevole rigo di letteratura appare una sorta di hooligan a caccia di sfoghi personali. Nulla più, lo stesso nulla a cui tornerà una volta esaurita la inutile carica di veleno che lo ha animato.             

Sent: Friday, June 08, 2007 8:57 PM
Subject: Cara
Cara minchiona, o chi per te, perchè non pubblichi anche il mio messaggio sul tuo blog di merda?
Ti ho scritto e tu devi pubblicare anche la merda che dicono su di te Ma fai quel che vuoi, tanto ieri sono entrata in una libreria e ho
dato fuoco ai tuoi scarabocchi, senza averli pagati ovviamente, E attorno a me tutti ridevano, ma non di me, dell'inutilità che hai
partorito.

 

MIO COMMENTO. Un bambinone che racconta frottole con la certezza che determinino la fondatezza di quel che dice: ecco chi è che scrive queste cosucce. Ovviamente, le azioni raccontate avrebbero procurate un arresto all'eroe, non certo il buonumore degli astanti... Ma c'è pure una pesante traccia di autocelebrazione, ben descritta dalle ingiunzioni a pubblicare l'invettiva, il che rende assolutamente onirico il tutto. Il personaggio immagina, sogna, desidera davvero compiere quella distruzione beffarda. Ma non ne ha il coraggio, non ne è all'altezza, e dunque se la inventa così come inventa un pubblico che lo appoggia (e lo appaga).       

Sent: Monday, June 04, 2007 2:05 AM
Subject:messaggi

Signorina Santacroce, sono un padre, preoccupatissimo. Ho trovato il suo libro tra i libri di scuola delle mie figlie, due gemelle che fanno
la maturita’ quest’anno. Ho letto il suo blog e mi associo a quella madre che scrive che lei porta i giovani a adorare satana. Non ho letto
il libro e non intendo farlo. Basta aprirlo, a qualunque pagina, per capire che lei ha scritto qualcosa di inqualificabile. Le sue pagine
grondano schifezze. Ma si rende conto di quale potere lei abbia sulle menti fragili di certi adolescenti? Ma cosa crede di fare? Dove vuole arrivare? Non capisce che la letteratura, la cultura, hanno una straordinaria responsabilita’? Ma certo che lei non lo sa!!!! Come
potrebbe? E se lo sa se ne frega! Sono preoccupato, se succede qualcosa alle mie bambine la riterro’ personalmente responsabile e la verro’ a cercare. Se ancora avra’ voglia di scrivere dopo questo libro non abbia paura di togliere sesso e violenza dalle sue pagine, non potra’ che giovarle.
 

MIO COMMENTO. Una papà moralista, probabilmente credente, ma pure pavido e ipocrita. Sposta, infatti, l'attenzione delle proprie (infondate) preoccupazioni da sé alle figlie; intende comunicare al pubblico che, se  fosse per lui, il libro potrebbe pure sussistere, ma proprio non lo può concedere a causa dei danni che procura ai giovani. E qual è questo "danno"? Indurre all'adorazione di Satana! Come se Satana esistesse davvero, come se adorarlo potesse di per sé essere un pericolo sociale piuttosto che una banale irrazionalità esattamente al pari di quella dell'adorare un dio. Il papà è preoccupato, sì, ma di se stesso, del non apparire troppo medievale mettendo all'indice libri scomodi e "satanici" come questo. Purtroppo per lui, appare invece troglotita e, se vive le figlie censurando le loro cose, è pure un papà pericoloso. 


Sent: Friday, June 01, 2007 2:05 PM
Subject:.

...sei solo una pervertita che conduce i giovani all'inferno e a adorare il male e satana. Ho trovato il suo schifoso romanzo nella stanza di mia figlia che ha solo diciassette anni e mi è bastato leggere qualche pagina per capire che lei è una pervertita si vergogni