Fonte: Repubblica
Puntualità, capacità espositiva, predisposizione al
dialogo: nella maggior parte degli atenei gli studenti possono valutare,
anonimamente, gli insegnanti
Il professore non sa
insegnare?
Ora è possibile dargli i voti
di MASSIMILIANO PAPASSO
visite
da ieri Che ne
pensi?
Un sei stiracchiato in puntualità, gravi insufficienze nella capacità
espositiva, poca o nessuna predisposizione al dialogo durante le lezioni. Se vi
state chiedendo a chi appartiene questa disastrosa pagella forse dovreste sapere
che non si tratta di uno studente, ma di un professore. Più precisamente di un
docente universitario. Già, perché come accade ormai da molti anni in tutti gli
atenei italiani anche i prof sono sottoposti a continue verifiche e giudizi da
parte dei propri studenti. Alla fine di ogni corso, infatti, sono i ragazzi a
decidere o meno se "bocciare" il proprio docente compilando una pagella dove è
possibile segnalare disfunzioni e ritardi e perché no, magari vendicarsi di quel
docente che all'esame non è stato particolarmente gentile.
Le prime pagelle compilate dagli studenti sono comparse a Bologna nei primi anni
settanta. Da quel momento in poi la maggior parte delle università le hanno
introdotto per sottoporre a continua verifica oltre che i propri docenti, anche
la qualità della didattica, l'adeguatezza degli spazi e il grado di
soddisfazione dei servizi offerti. "Nel nostro ateneo i questionari per la
valutazione della didattica sono uno strumento di grande importanza - spiega
Giovanni Colucci, responsabile dell'area servizi agli studenti dell'Università
di Siena - perché permettono di toccare con mano la percezione che gli studenti
hanno dell'offerta formativa. Il questionario che sottoponiamo agli studenti,
naturalmente in forma anonima, permette a chi lo compila di esprimere un
giudizio da tenere seriamente in considerazione". L'anonimato, infatti, esclude
possibilità di "ripercussioni" e "vendette" da parte dei docenti bocciati, che
per la verità però non sono moltissimi. "Di solito non sono più di due l'anno -
continua - e se si pensa che i corsi sono più di 3000 si tratta di una
percentuale davvero molto bassa".
Sfogliando i vari rapporti che i Nuclei di Valutazione delle singole università
hanno prodotto in questi anni, gli studenti infatti sembrano avere un giudizio
in gran parte positivo dei propri docenti, della didattica e dell'organizzazione
dell'ateneo in cui studiano. Ovviamente con qualche eccezione. Se alla Luiss di
Roma gli studenti di Giurisprudenza sono molto soddisfatti del grado di
coinvolgimento che il docente riesce a trasmettere a lezione (quasi l'80%), a
Bologna nella facoltà di Economia più della metà dei frequentanti (il 57%)
considera eccessivo il carico di studi assegnato dai professori. Ma le
bocciature più sonore i docenti le raccolgono soprattutto fuori dalle aule. Alla
Sapienza di Roma nel 2003 il 40,9% degli studenti della Facoltà di Architettura
Valle Giulia ha detto di essere totalmente insoddisfatto sulle disponibilità di
informazioni sul corso, mentre a Psicologia il 90% dei ragazzi non ha mai
cercato di parlare con il proprio docente durante l'orario di ricevimento, forse
perché sicuro di non trovarlo.
Ma davvero i prof che hanno avuto una valutazione negativa rischiano il posto?
"I casi più critici segnalati dagli studenti non sono di dominio pubblico e
vengono comunicati esclusivamente ai Presidi delle singole facoltà - assicura
Andrea Campioni, coordinatore dell'Osservatorio della didattica del Politecnico
di Milano -. Spetta a loro decidere come e quando intervenire sul singolo
docente. In ogni caso le pagelle sono solo alcuni dei parametri che gli atenei
utilizzano per la valutazione della didattica. Basare tutto il sistema su questi
giudizi sarebbe troppo rischioso".
Resta il fatto però che queste pagelle sono strumento dalle potenzialità davvero
dirompenti visto che il Ministero dell'Istruzione dell'Università e della
Ricerca ha deciso di tenere in seria considerazione anche per la distribuzione
delle risorse finanziarie ai singoli atenei. Dal 1999 infatti tutte le
università hanno l'obbligo di sottoporre questi questionari ai propri studenti e
i risultati, sia in negativo che in positivo, andranno a pesare come macigni
nell'assegnazione dei fondi ministeriali. Forse ai docenti conviene per davvero
essere più buoni.
*SCARICA
QUI UN
ESEMPIO DI PAGELLA DI VALUTAZIONE DEI PROFESSORI* (formato PdF)
(12 maggio 2006)