Home Su

13/02/06 - Straordinario, emozionante, umanissimo evento, quello verificatosi poco fa alle Olimpiadi invernali di Torino !
Era una gara di pattinaggio artistico su ghiaccio, in pista la coppia Zhang / Zhang, cinesi, bravissimi. Ma lei cade quasi subito, malamente, sul ginocchio; si fa male. Il regolamento gli da due minuti di tempo per decidere se ritirarsi. Vanno a bordo campo, lei zoppica, È delusa, sta male, confabula con gli allenatori.
Avrei giurato, tutti avrebbero giurato - e capito - che si sarebbero ritirati.
Ma loro tornano sul ghiaccio, facendo stupire ed emozionare il pubblico. Tutti pensavamo a una garetta moscia, formale, per alimentare la caparbieta'. Ma quella non era caparbieta', era dignita' e profondissimo senso sportivo. I Zhang fanno una gara strabiliante, come se non fosse mai successo nulla; le difficolta' delle figure sono di eccellenza, non si risparmiano niente, sono pressochÈ perfetti. Noi che li guardiamo stupefatti ed emozionati pensiamo al dolore che deve provare lei, e lo confrontiamo alla soavita' delle figure che ricama sul ghiaccio, ai salti, alle spirali, a tutti i difficili passaggi che neppure un ginocchio sanissimo avrebbe l'ardire di sottovalutare.
E giungono alla fine, stremati, lei dolorante, piangente, ma alla fine.
Pochi secondi per aspettare il risultato dei giudici; quanto penalizzeranno quella rovinosa caduta? Nessuno si aspetta niente piu' che la sufficienza, che sembra gia' troppo. Altri pattinatori, prima di loro, sono stati penalizzati per molto meno, per un salto non perfetto, per un sincrono sbagliato...
Ma ecco il giudizio dei giudici: medaglia d'argento, dietro una straordinaria coppia russa.
Vincitori morali. La tenacia e il senso del dovere hanno eguagliato la perfezione e la tecnica. Ho le lacrime agl'occhi. Ma non me ne vergogno affatto. Affatto.
                Calogero